Il Gasparro Remoto

Di questi tempi parlare degli errori grammaticali dei politici è come sparare sulla Croce Rossa. Dopo l’ultima gaffe di Gasparri, però, non ho saputo trattenermi.

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Tweet dell’account ufficiale di Maurizio Gasparri – che poi, scrivere È anziché E’ gli avrebbe fatto risparmiare anche un carattere, oltre ad essere corretto.

Lo scorso giovedì 17 marzo ho visto Gazebo, il programma satirico in onda su Rai 3 condotto da Zoro. Un momento sempre molto esilarante della trasmissione è la social top five: in ogni puntata vengono raccolti e commentati cinque tweet della settimana di personalità rilevanti riguardo a temi politici o sociali caldi, insieme alle reazioni degli utenti. Giovedì al primo posto c’era questo tweet dell’account ufficiale di Maurizio Gasparri, già noto ai più per essere un accanito twittatore.

Il tweet è stato pubblicato mentre andava in onda la trasmissione Agorà, dove Gasparri era ospite, ed è firmato ST perché è stato scritto dallo staff del Vicepresidente del Senato per riportare quanto aveva appena dichiarato. Qualche ora dopo, non prima di aver eliminato la frase incriminata, lui stesso ci ha tenuto a precisare di non esserne stato l’autore:

Gasparri

Tweet dell’account ufficiale di Maurizio Gasparri

Questo scambio di tweet ha dato modo a Makkox, il vignettista di Gazebo, di creare un divertente sketch sull’invenzione di un nuovo tempo verbale: il Gasparro Remoto.

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Immagine dall’account twitter ufficiale di Gazebo

Con l’aumentare della presenza di personalità politiche in rete e della velocità con cui questo tipo di notizie diventa virale, non è certo più un segreto che qualcuno a Montecitorio o a Palazzo Madama possa sbagliare una coniugazione. Sorprende decisamente di più, invece, quando a sbagliare è lo staff, che ha proprio il compito di curare la comunicazione, generalmente a fronte di competenze linguistiche abbastanza solide.

O forse sorprende solo me, che nella comunicazione vorrei lavorarci e che fino ad ora pensavo che almeno gli addetti ai lavori fossero al riparo da questo tipo di scivoloni. A quanto pare siamo tutti potenziali vittime del passato remoto.

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