Stepchild adoption: troppo inglese per noi?

La stepchild adoption è un tema caldissimo. Lo sarebbe altrettanto se si parlasse di “adozione del configlio”?

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© Human Rights Post

Lo scorso 15 febbraio, ovvero due giorni prima che il Senato rinviasse a mercoledì 24 la discussione sul ddl Cirinnà, il gruppo Incipit ha preso posizione sull’espressione principe di questo dibattito politico: la stepchild adoption.

Il gruppo Incipit è un insieme di studiosi e specialisti della comunicazione, italiani e svizzeri, nato a seguito della mobilitazione #Dilloinitaliano. Opera presso l’Accademia della Crusca di Firenze e ha l’obiettivo di valutare i neologismi e i forestierismi recentemente introdotti nella nostra lingua e di fornire eventuali alternative al loro uso.

Come aveva già fatto in occasione di altre espressioni frequentemente utilizzate da politici e giornalisti per parlare di temi attuali, il gruppo Incipit ha pubblicato un comunicato stampa in cui condanna l’uso dell’anglicismo. Il termine richiederebbe una conoscenza dell’inglese troppo ampia da parte dei parlanti e questo sarebbe testimoniato dal fatto che alcuni senatori abbiano avuto problemi a padroneggiare l’espressione durante i dibattiti.

In alternativa, molti utilizzano già la perifrasi “adozione del figlio del partner”, che è però particolarmente lunga e per questo poco adatta agli spazi giornalistici e ai tempi televisivi. Il gruppo Incipit propone, quindi, di utilizzare un neologismo italiano: adozione del configlio.

Questa parola, creata in analogia con altri gradi di parentela come consuocero e consuocera, permetterebbe di ridurre la lunghezza della perifrasi e di sostituire il traducente attuale figliastro, che ha una connotazione per lo più negativa a causa del suffisso dispregiativo con cui termina.

Sarebbe bello che si tornasse presto a parlare di questo tema, se non altro almeno per capire come si evolverà l’uso di queste tre perifrasi e quale sarà quella adottata. Io non faccio discriminazioni: per me l’importante è che, una volta scelta, l’espressione cresca circondata dall’amore di tutti i parlanti che l’hanno voluta.

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